Eccomi qua. E anche a costo di giocarmi la faccia ho deciso che è tempo di fare un po’ di chiarezza nello sterminato mondo dei formaggi, soprattutto ora che il formaggio pare essere diventato di gran moda. Ma prima di tutto facciamo chiarezza su me stesso e sul mio nome: già, “con la mia faccia” e con uno slogan: “Non toccatemi il formaggio”. Perché? Semplicemente perché il mio nome ALBERTO MARCOMINI è un marchio registrato di proprietà della Muraro Sapori srl, l’azienda dove ho lavorato per alcuni anni. Ma dove non lavoro più, per chi non lo sapesse, già da qualche mese. È per questo che, onestamente, non posso prendermi alcuna responsabilità sui prodotti a marchio “Alberto Marcomini Formaggi d’Autore: quei formaggi, distribuiti appunto dalla Muraro Sapori srl di Caldogno non sono più garantiti da me! Ed ecco ancora perché, d’ora in poi, gli unici formaggi selezionati e garantiti da Alberto Marcomini, saranno solo quelli a marchio “Non toccatemi il formaggio” e, appunto, dalla mia faccia. Nel prossimo editoriale mi dilungherò meglio per illustrare soprattutto alcune novità formaggesche di tutto rilievo. Ma “Non toccatemi il formaggio” vuole essere e sarà qualcosa di più: ho cominciato con il pubblicare un volumetto tascabile, un piccolo “bignami” sui formaggi italiani, sto allestendo questo sito internet, che mi piacerebbe diventasse un punto di riferimento per quanti amano il formaggio e, più in generale, il nostro straordinario patrimonio enogastronomico. Il tutto in nome comunque di un impegno etico nel confronti della qualità! Ho pensato quindi che sia finalmente ora di provare a descrivere il livello dei prodotti dell’artigianato industriale, a svelare dove si nascondano le possibili truffe, e di provare a far conoscere le vere identità e tradizioni casearie che un moderno e distratto consumo contribuisce progressivamente a cancellare. Tutto questo per poter, dall’altro lato, riaffermare che esistono, realmente, nello sterminato panorama caseario italiano, formaggi di altissima qualità. E son proprio tali formaggi che vanno valorizzati al di là delle logiche della grande distribuzione, che vanno fatti apprezzare per il loro valore e per la loro rarità, che in qualche modo vale la pena di conservare gelosamente, affinché il loro carattere non venga snaturato. Con lo slogan “Non toccatemi il formaggio” è mia intenzione dunque far conoscere tutti quegli aspetti culturali, socio-economici e anche etici che sono all’origine del formaggio di qualità, e nel contempo, perseverare nell’educazione del palato. Venticinque anni con le mani e il naso nel formaggio mi hanno insegnato ad essere oggi sempre più preoccupato e intransigente; si tratterà allora di provocare, di far polemica, ma altrettanto spesso di far capire problematiche che al consumatore spesso sfuggono totalmente: come la troppo “comoda” pastorizzazione del latte, che cancella i problemi di igiene, ma, nello stesso tempo anche tutti i profumi e i sapori caratteristici del latte e quindi dei formaggi, oppure i problemi legati alla gestione, non solo economica, di una malga d’alta montagna o di un piccolo caseificio artigianale, oppure, ancora, di come a un marchio europeo di qualità possa non sempre corrispondere la qualità stessa. E via di questo passo, tra assaggi incrociati, abbinamenti corretti o tortuosi, conveniente utilizzo in cucina o semplice servizio dei formaggi. Attorno allo slogan “Non toccatemi il formaggio” si raccoglieranno, spero, i veri estimatori del formaggio di qualità, e per primi gli affinatori, che da qualche mese si stanno organizzando, finalmente, in un’associazione: ASSAI di FORMAGGIO (Associazione Selezionatori, Stagionatori e Affinatori Italiani di Formaggio) con cui ho molte finalità e progetti in comune. Sono aperto alle più diverse collaborazioni per animare questo sito, come organizzare eventi e serate, dibattiti e forum: parliamone!
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