Non toccatemi il formaggio
    
Selecta



Assaggio
Degustare convivialmente un piatto di formaggi può anche essere l’occasione per mettere a frutto i pochi rudimenti assimilati dalla semplice lettura di questo volume: per saper giudicare la qualità di un formaggio a livello amatoriale bastano infatti poche nozioni e la completa apertura dei sensi. Già l’esame visivo ci permette di conoscere forma e pezzatura del formaggio e l’aspetto della crosta può segnalarci se si tratta di un formaggio fresco o stagionato; il suo colore ne suggerisce il grado di affinatura e le lavorazioni che ha subito (crosta...


Asiago d’alpeggio

Prodotto esclusivamente in estate nelle malghe dell’Altopiano di Asiago con latte vacc...


FOSSA DELL’ABBONDANZA, A RONCOFREDDO


A novembre sulle colline romagnole e marchigiane, in una natura tinta di giallo e rosso bruciato non si pensa troppo al vino novello, è il momento delle fosse, dell’apertura delle fosse. Molti oramai conoscono il formaggio di fossa, ma i più non sanno com’è stato oramai quasi rovinato. Torniamo per un momento ai primi anni Ottanta. Un gruppo di ristoratori romagnoli e, modestamente, il sottoscritto decisero di ingegnarsi e di ripristinare le fosse, quelle che esistevano da molti secoli, buchi nel terreno a forma di fiasco, scavati nel tufo, usati come nascondiglio per le cose più preziose. L’idea era di provare a stagionarci il formaggio, e così facemmo. In agosto si infossava il pecorino prodotto in primavera (entro sacchi...



HOTEL RISTORANTE ADRIANO
Largo Marguerite Yourcenar 2
00010 Tivoli Roma
Regione: Lazio




IL BASTARDO DEL GRAPPA

Cronaca di una giornata alla malga Gasparini

 


La prima volta alla malga Gasparini in Cima Grappa rimarr nella mia memoria per sempre. Dopo le forti nevicate di quei giorni fu Ivan, con la sua Jeep, a portarmi nella sua malga, dove mi aspettava il fratello Omar. Ma che ci faranno quass, in pieno inverno, due ragazzi cos giovani? La loro passione un vero motivo di vita: allevare vacche e produrre burro e formaggi di eccellenza. La stalla piccola, pulita, il soffitto basso con travi a vista. Le bestie - di razza autoctona - ruminano pacifiche nel loro caldo naturale. Quattro vitellini bianchi appena nati giacciono tra di loro. Il caseificio una stanza di venti metri quadrati. Nellangolo vicino alla parete di legno appare la grande caldaia di rame ricolma di latte appena munto, riscaldato dal fuoco a legna che arde vivace. Ivan, il casaro di famiglia, mescola la cagliata, che ormai pronta per divenire formaggio. Oggi Omar produce il Bastardo del Grappa. Certo il nome non bellissimo, ma da sempre si chiama cos perch si fa con il latte a disposizione: di vacca, di pecora, un po di capra. Le forme - appena concluso il tradizionale rito della produzione, secondo regole antiche - vengono girate lentamente, salate e poi messe nel casarin, un piccolo locale attiguo dove inizia la lenta stagionatura. Dopo una giornata cos difficile lasciare questo posto, vorresti che il tempo si fermasse. Ivan prima di riaccompagnarmi apre una forma di questo prezioso formaggio... ha dodici mesi, locchiatura fine, il colore della pasta giallo paglierino, il gusto intenso, pieno... Il sole sta tramontando e la sua luce si riflette sul candido manto di neve lasciando migliaia di brillantini, la stretta di mano sincera, forte, di uomini che hanno capito il vero significato della vita! Li lascio, e dallo specchietto retrovisore vedo allontanarsi quel paradiso, che grazie a Dio esiste.


La prima volta alla malga Gasparini in Cima Grappa rimarr nella mia memoria per sempre. Dopo le forti nevicate di quei giorni fu Ivan, con la sua Jeep, a portarmi nella sua malga, dove mi aspettava il fratello Omar. Ma che ci faranno quass, in pieno inverno, due ragazzi cos giovani? La loro passione un vero motivo di vita: allevare vacche e produrre burro e formaggi di eccellenza. La stalla piccola, pulita, il soffitto basso con travi a vista. Le bestie - di razza autoctona - ruminano pacifiche nel loro caldo naturale. Quattro vitellini bianchi appena nati giacciono tra di loro....

Gnocchi al Blu del Monviso
Portate 3 litri d’acqua a ebollizione e salatela. Nel frattempo fate scaldare la panna in una piccola casseruola, quando inizierà a bollire aggiungete il Blu del Monviso a pezzetti e mescolate fino a quando si sarà sciolto completamente. Tuffate gli gnocchi nell’acqua bollente e appena saliranno a galla, scolateli e conditeli con la salsa al Blu di Monviso e il prezzemolo tritato. Se lo desiderate potete aggiungere del parmigiano grattugiato, ma è consigliabile portarlo in tavola a parte. ...

CACIOLINK: NOTIZIE DAL WEB
LATTIERO CASEARIO: EXPORT NEGATIVO PER I FORMAGGI http://www.agroalimentarenews.com/lattiero-caseario-export-negativo-per-i-formaggi.htm LA TRUFFA DELLE FORMAGGIERE DI PARMIGIANO REGGIANO http://redacon.radionova.it/index2.php?/leggi_news.php?id=10054&origin=N&ogg=notizie&pag_prox=1 ONAF DAY http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=25352 LE DONNE DEL FORMAGGIO DI HEBRON http://www.carta.org/campagne/pace+e+guerra/17787 LA MOSTRA DEL FORMAGGIO DI MALNISIO http://www.informazione.it/c/537E9692-C585-431C-842F-2218CB75F2C8/La-Mostra-del-Formaggio-di-Malnisio-presentata-in-cantina ...

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